Agricoltura biodinamica: obiettivi e principi cardine

L’agricoltura biodinamica nasce ufficialmente nel 1924, quando Rudolf Steiner applica la teoria gnoseologica all’agricoltura


Il teosofo aveva elaborato questo nuovo approccio alle produzioni nei campi in risposta alle preoccupazioni dei contadini dell’epoca: dopo secoli di sfruttamento intensivo, che era iniziato già nel corso del 1600, i terreni erano sempre meno fertili e i raccolti più poveri.

Si sentiva il bisogno di un nuovo metodo produttivo che si prendesse cura della terra e capace di favorire la rigenerazione delle sue risorse nel tempo senza accelerarle artificialmente.

Ecco quindi che Steiner fondò le basi di questa filosofia che possiamo così descrivere: “un insieme di pratiche per la lavorazione agricola dei campi che considera il terreno, l’uomo, gli animali e le piante come parti integranti del cosmo, e per questo, sensibili alle sue leggi.”

Vediamo adesso quali sono i principi alla base dell’agricoltura biodinamica e gli obiettivi che si propone di perseguire.

 

I principi cardine e l’organismo agricolo

 

L’agricoltura biodinamica si basa su due concetti chiave e strettamente legati tra loro: l’organismo agricolo e l’individualità agricola.

Proprio perché questa filosofia produttiva ha una visione olistica della natura e delle forze che agiscono al suo interno, possiamo pensare alla relazione di ogni singola azienda agricola con il mondo circostante come a quella che esiste tra un organo e l’intero corpo umano: l’uno funziona e trova il suo senso di esistere nell’altro.

L’agricoltura biodinamica però si propone di rendere ogni azienda autosufficiente.

Questo comporta che ogni organismo agricolo – l’azienda appunto – debba diventare un’individualità agricola, in grado di autosostenersi e rispondere alle minacce esterne (es. inquinamento, carestie…) senza che la qualità e la quantità dei raccolti diminuisca.

 

 

Agricoltura biodinamica: gli obiettivi principali

 

Se è vero che l’obiettivo principale dell’agricoltura biodinamica è di produrre alimenti con cura, in modo da restituire la stessa attenzione all’uomo e alla Terra, esistono ulteriori motivazioni che spingono, ogni giorno, nuovi contadini a scegliere i suoi metodi produttivi.

  1. Rispetto per i ritmi naturali

    Gli agricoltori si adattano al cambio delle stagioni, interpretano il movimento degli astri e della Luna, sfruttano ciò che gli viene concesso dalla natura limitando il loro intervento.

    Non si accelerano e non si rallentano i tempi produttivi, tutto rispetta l’idea secondo cui la natura non debba essere governata ma, tutt’al più,  assistita nel suo svolgersi.

    Oltre a questo, i contadini possono attingere anche alle sapienti conoscenze tramandate da chi, prima di loro, ha lavorato gli stessi campi, contribuendo a preservare la tradizione del territorio.

  2. Zero chimica

    Un altro obiettivo dell’agricoltura biodinamica è quello di non utilizzare sostanze sintetiche realizzate in laboratorio con il fine di migliorare i raccolti.

    Questo è possibile perché in natura è già presente tutto ciò di cui si necessita per prendersene cura.

    Grazie ai preparati biodinamici – che possono essere da cumulo o a spruzzo – a base di fiori, piante, minerali, letame e scarti animali di altro genere, si stimola la produzione di un humus molto più ricco che non ha bisogno di essere integrato con ulteriori sostanze artificiali.

    Per quanto riguarda i pesticidi, anche questi non vengono adoperati nelle coltivazioni biodinamiche: è già sufficiente l’intervento dei predatori naturali per ridurre l’azione degli insetti nocivi.

  3. Produzione circolare

    Altro obiettivo dell’agricoltura biodinamica, è quello di attuare una produzione circolare che sappia trasformare ogni scarto in nuova risorsa riutilizzabile.

    Ciò è possibile perché l’individualità agricola è un ecosistema autosufficiente in cui sono presenti tutti gli elementi per la sua sussistenza:

    Da una parte, gli animali – bovini, ovini… – forniscono concime, i loro zoccoli rimescolano la terra durante il pascolo e, brucando l’erba, rimuovono le piante infestanti; dall’altra parte, le colture stesse generano scarti che possono essere reintegrati nel ciclo produttivo.

    Animali e piante, grazie all’intervento non invasivo dell’uomo, vivono così in un equilibrio olistico in cui ogni elemento svolge un ruolo fondamentale per la sopravvivenza dell’ecosistema.

     

Inoltre, un ulteriore obiettivo dell’agricoltura biodinamica è la salvaguardia dell’ambiente: è importante che il terreno, l’acqua e l’aria rimangano puliti affinché le piante e gli animali siano sani, e i raccolti rigogliosi e saporiti.

Possiamo concludere affermando che questa filosofia di produzione è ecosostenibile e dal basso impatto ambientale.

 

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