Agricoltura biodinamica: cos’è e quali sono i suoi principi

L’agricoltura biodinamica è un metodo di coltivazione che si basa interamente sul rispetto dell’ecosistema terrestre.

 

Si tratta di un modo di fare agricoltura che tiene conto delle relazioni fra piante, terreno e animali, del loro delicato equilibrio spesso intaccato da input esterni e dei cicli lunari e delle stagioni per organizzare i lavori nei campi e per la semina.

 

Si tratta di un metodo agricolo, di un approccio conoscitivo e operativo, ancor più in sintonia con la natura rispetto a quello biologico, con il quale condivide il divieto di utilizzo di fertilizzanti e pesticidi di origine chimica.

 

L’obiettivo di ogni imprenditore che sceglie questo tipo di metodologia e filosofia di lavoro è quello di mantenere la terra fertile e in buona salute, garantendo alimenti di qualità superiore attraverso l’uso di prodotti completamente naturali.

 

I vini che produciamo sono interamente basati su questo tipo di agricoltura: ci lasciamo guidare dal rispetto per il nostro territorio, del quale siamo molto orgogliosi, dai principi che ci ispirano a produrre buon vino senza l’utilizzo di sostanze chimiche, facendo del bene al pianeta e alle persone che amiamo.

 

 

Storia, regole e obiettivi dell’agricoltura biodinamica

 

La nascita dell’agricoltura biodinamica è attribuita al dottor Rudolf Steiner, filosofo austriaco vissuto tra la fine dell’800 e inizio ‘900.

 

Si avvicinò all’agronomia su richiesta dei contadini dell’epoca, con l’obiettivo di incrementare la produzione dei propri terreni: dopo una serie di incontri avvenuti nel 1924, pensati per trovare una soluzione diversa, che non impiegasse additivi chimici per l’allevamento e la coltivazione nelle fattorie, Steiner formulò e pubblicò la sua idea di biodinamica.

 

I principi alla base dell’agricoltura biodinamica si basano sul principio che la natura sia un organismo composto da tanti elementi interconnessi e in relazione tra loro.  Monitorare e rafforzare questi rapporti significa tutelarne la sopravvivenza reciproca.

 

Da qui, nasce l’idea di un organismo agricolo a ciclo chiuso: basato sulla profonda cooperazione fra esseri viventi, sulla valorizzazione della biodiversità animale e vegetale, su uno scambio virtuoso che può beneficiare l’intera produzione.

 

Concimare significa rivitalizzare il suolo e per questo, come nell’agricoltura biologica, sono aboliti fertilizzanti minerali sintetici e pesticidi chimici: vengono utilizzati materiali vegetali, rotazioni colturali, pesticidi a base di sostanze minerali e vegetali, lotta antiparassitaria meccanica.

 

La maggior parte delle aziende agricole biodinamiche hanno un allevamento di bestiame interno per creare concime e fertilizzante.

 

Certificazioni e regolamentazioni

 

L’agricoltura biodinamica in Italia e nel mondo è soggetta alle stesse regolamentazioni e certificazioni dell’agricoltura biologica, perché tutti i prodotti provenienti da coltivazioni con metodo biodinamico rispettano gli stessi criteri e, anzi, ne rispettano di più ferrei e rigidi.

 

Il marchio internazionale che certifica la provenienza del cibo da metodi di coltivazione biodinamica è la Certificazione Demeter: presente in tutti i continenti, certifica e controlla l’intera gamma di prodotti biodinamici del mondo.

 

Esiste anche una Federazione Internazionale che coordina i vari disciplinari di coltivazione e le associazioni presenti nelle nazioni di tutto il mondo.

 

Non c’è, quindi, una rigidità a livello normativo e, per questo, non esiste un unico modo di esprimere e concepire l’agricoltura biodinamica. Le sue forme possono essere tante quante gli agricoltori che scelgono di praticarla.

 

 

Cos’è il vino biodinamico?

 

Il vino biodinamico sta assumendo un ruolo di grande rilievo nel panorama nazionale e internazionale.

 

Si tratta, in parole povere, di un vino ottenuto da uve coltivate con tecniche di agricoltura biodinamica.

 

Il metodo biodinamico per far vino è basato sulla scelta consapevole di utilizzare tecniche rispettose dell’ambiente, del territorio, delle materie prime: il risultato è un vino strettamente legato alla mineralità della terra e al clima dell’annata e, per questo, dal carattere marcato, sorprendente.

 

Per capire se il vino che stai bevendo è biologico o biodinamico, cerca la dicitura in etichetta “uve provenienti da agricoltura biodinamica”.

 

Le fermentazioni dei vini sono ottenute senza aggiunta di lieviti esterni e realizzate solo con processi in stretta connessione con la natura.

 

Purtroppo non esistono ancora discipline e normative riconosciute a livello europeo che definiscano in maniera netta ed esatta le differenze fra vino biodinamico e biologico come avviene, invece, per i metodi agricoli per la coltivazione delle uve. Ci sono però alcuni punti condivisi da tutti i produttori di vino biodinamico:

 

  • Rispetto per i ritmi naturali: i viticoltori biodinamici sintonizzano il proprio lavoro con le fasi lunari, con i tempi della fioritura, seguendo il calendario dettato dalla natura in quello specifico momento;
  • Diversità: il numero di specie nelle uve e nelle altre piante presenti in vigna è un patrimonio da preservare, per questo si prediligono vitigni autoctoni e si promuove la convivenza di più varietà differenti;
  • Gusto e ricchezza: l’obiettivo è produrre un vino più ricco di sapore, di sostanze nutritive, di valore etico e di connessioni con il proprio territorio;
  • Zero chimica: solo sostanze naturali in qualsiasi fase dei processi di produzione del vino.

 

I vini Menti sono prodotti nel totale rispetto dell’equilibrio della natura: abbiamo scelto di salvaguardare il territorio e la sua autenticità.

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