Come proteggere la vigna dalla grandine

La grandine è un fenomeno atmosferico che si genera in una particolare condizione atmosferica, molto variabile nel tempo e in base alla posizione geografica. Sappiamo che la grandine si presenta sotto forma di chicchi di dimensioni differenti, che talvolta non recano danni, ma che in altre situazioni possono persino danneggiare auto, abitazioni o ferire le persone. 

Il settore più esposto ai danni della grandine è di certo l’agricoltura, che può avere perdite ingenti nel raccolto sia a breve che a lungo termine. In particolare, un fenomeno avverso come la grandine può colpire in modo grave la vite – una pianta tra le più sensibili e tra le prime a soffrire dei cambiamenti climatici – mettendo a rischio non solo la salute del vigneto e dell’azienda produttrice, ma anche del suo territorio.  

Di seguito illustreremo quali possono essere i problemi in un vigneto dopo una grandinata e vedremo qual è il metodo più efficace per proteggere la vigna dalla grandine.

 

Quali danni possono avere le viti dopo una grandinata?

In base all’intensità della grandinata si possono avere dei danni differenti nei vigneti: 

  • Ai tralci, che possono essere lesionati o persino troncati;
  • Alle gemme, la cui lesione porta persino a non germogliare l’anno successivo;
  • Ai grappoli, che possono essere danneggiati in fase precoce; durante la fase di maturazione o quando l’uva è già matura, quando i grappoli sono danneggiati possono essere più esposti a malattie, come la carie bianca che può penetrare nelle ferite;
  • Alle foglie, che possono recuperare con facilità se si trovano all’inizio della loro fase vegetativa.  

Si è soliti classificare le grandinate in base al periodo dell’anno che coincide con diverse fasi della vite (chiamate anche fasi fenologiche), poiché in ogni stagione presenta degli sviluppi diversi. Proprio per questo, si parla di: 

  • Grandinate precocissime, se colpiscono la fase di germogliazione fino a metà maggio quando compaiono le prime gemme;
  • Grandinate precoci, dalla prefioritura alla fioritura della vite fino a metà giugno;
  • Grandinate estive, se colpiscono quando gli acini si stanno formando (fase che prende nome di allegagione) o quando gli acini hanno quasi completato la maturazione (invaiatura). In questo periodo, la vite è anche più esposta a malattie;
  • Grandinate tardive, se l’uva è matura e si è prossimi alla vendemmia. In questo periodo si rischia che i grappoli quasi maturi e gonfi d’acqua marciscano o sviluppino una muffa grigia chiamata botrite, che andrà a compromettere la qualità del prodotto finale.

Specifichiamo che dopo un controllo nel vigneto, se i danni sembrano limitati, la vite subisce comunque un rallentamento dell’attività vegetativa, entrando in una condizione di sofferenza che può compromettere anche i raccolti degli anni successivi.

 

In vigna dopo la grandine: come intervenire? 

La vite ha bisogno di cure immediate e di trattamenti specifici dopo la grandine per evitare ulteriori danni. Come accade per le ferite di una persona, anche le ferite da grandine della vite devono essere disinfettate con dei prodotti specifici. Per la vite occorrono dei trattamenti con sali di rame e zolfo, da ripetere anche nei giorni successivi alla grandinata per evitare che muffe e funghi nocivi entrino nella vite. 

Un altro intervento utile in vigna è la potatura dei tralci grandinati, togliendo solo le parti più danneggiate. Tuttavia, bisogna fare attenzione alle condizioni: la potatura deve avvenire in maniera tempestiva e solamente se il danno sui grappoli è superiore al 90%. Proprio per questo altre scuole di pensiero, lasciano che sia la natura a fare il suo corso e attendere che la vigna  recuperi da sola, senza alcun intervento di potatura. La natura infatti spesso fa il suo corso senza l’aiuto dell’essere umano: quasi tutte le viti possono riprendersi tra i 10 e i 15 giorni!

Tra gli interventi dopo una grandinata in vigna, si potrebbe pensare anche di concimare le viti per un recupero più rapido. In realtà, in questi casi le viti presentano delle esigenze nutritive inferiori, quindi una concimazione risulterebbe irrilevante.  

 

Le reti antigrandine

Come recita un famoso detto popolare, prevenire è meglio che curare. Infatti, in vigna si possono adottare delle soluzioni per prevenire i danni da grandine, come le reti antigrandine che sono utilizzate nella protezione di vigneti (più in generale anche dei frutteti), da posizionare al di sopra delle viti. 

Le reti sono l’unico metodo efficace per proteggere il vigneto, poiché con la loro trama di fili sintetici bloccano eventuali chicchi di grandine, ma al tempo stesso garantiscono il giusto passaggio della luce solare, senza intralciare le cure in ogni periodo dell’anno, dalla crescita dei tralci alla potatura fino alla raccolta dell’uva.

La testimonianza sull’efficacia delle reti antigrandine in vigna viene dalla Francia – più di preciso dalla Borgogna – che ha visto il 90% di danni in meno alle viti protette con le apposite reti. 

In ultimo, ma non per importanza, le reti antigrandine sono un aiuto alla coltivazione sostenibile poiché proteggendo le viti da eventuali danni, non richiedono l’intervento di disinfettanti e ulteriori prodotti chimici per la cura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *