Vinificazione in bianco: cosa succede in cantina passo per passo
Fare vino bianco non è “solo” spremere dell’uva e imbottigliare.
La vinificazione in bianco è un processo tecnico e affascinante, fatto di passaggi precisi e scelte delicate, in cui ogni dettaglio può influenzare il risultato finale.
Nel nostro caso, la vinificazione si intreccia con un principio guida: valorizzare l’identità dell’uva, senza forzarla.
Ecco, passo per passo, cosa succede quando l’uva arriva in cantina.
1. La raccolta: il momento giusto è tutto
Tutto comincia con la vendemmia.
Nei nostri vigneti a conduzione biodinamica raccogliamo a mano, utilizzando cassette per preservare l’integrità dell’uva (spesso, anche cassette monostrato). Ogni grappolo viene selezionato uno a uno, nel momento in cui raggiunge il giusto equilibrio tra acidità e zuccheri. Non esiste un’unica raccolta: vendemmiamo in più momenti, nel corso delle settimane, e selezioniamo le uve in base al loro grado di maturazione, al grappolo e allo stile di vino che desideriamo ottenere.
Cogliere al momento giusto, per noi significa rispettare l’identità dell’annata e del territorio di Gambellara.
2. Pressatura soffice: estrarre solo il meglio
L’uva bianca non viene lasciata a contatto con le bucce come avviene nei vini rossi, ad eccezione del nostro Orange Wine Monte del Cuca, che resta a macerare su di loro per circa 20-40 giorni.
Appena raccolta, l’uva quindi viene pressata in modo delicato per estrarre il solo succo (il mosto), evitando che le bucce rilascino sostanze amare o ossidabili.
Nel nostro caso, usiamo una pressatura soffice, così da preservare aromi e freschezza.

3. Decantazione statica: lasciare che il mosto si pulisca da solo
Il mosto appena ottenuto è ricco di particelle solide (residui di bucce, polvere, ecc.).
Lo lasciamo riposare per alcune ore in vasca, in modo che queste particelle si depositino naturalmente sul fondo.
È un passaggio fondamentale per ottenere un vino limpido, senza forzature.
4. Fermentazione alcolica: il mosto diventa vino
È il cuore del processo: i lieviti trasformano gli zuccheri del mosto in alcol, sprigionando aromi, calore e anidride carbonica.
Utilizziamo solo lieviti indigeni già presenti naturalmente sulle uve, al fine di garantire una maggiore autenticità: una grande caratteristica che contraddistingue i nostri vini, sia al naso che all’assaggio.
5. Affinamento: tempo, riposo e pazienza
Una volta completata la fermentazione, il vino non è ancora pronto. Ha bisogno di tempo per assestarsi, maturare e armonizzarsi.
A seconda del vino, può affinare in acciaio, in cemento, in botti grandi di legno oppure in anfora, a contatto con le fecce nobili (le cellule di lievito esauste), che lo arricchiscono di struttura e complessità.
Durante questa fase valutiamo, assaggiamo, ascoltiamo il vino. È un lavoro di cura, non di correzione.
6. Come prepararsi all’uscita
Nessuno dei nostri vini viene filtrato, proprio per mantenere la sua più naturale autenticità, ad eccezione di Albina, per evitare che parta una nuova fermentazione per via dell’elevato tenore zuccherino.
Poi, il vino viene imbottigliato, e in alcuni casi lasciato riposare ancora qualche mese in vetro prima di essere messo in commercio.
Un processo pulito per un vino vivo
Tutta la nostra vinificazione è ispirata alla filosofia biodinamica: minimo intervento, massima espressività.
L’obiettivo è accompagnare il vino nel suo percorso naturale, rispettando i tempi e i ritmi dell’annata.
Il risultato? Vini bianchi vibranti, autentici, capaci di raccontare il luogo da cui provengono: un vino di Gambellara vulcanico e minerale.
Se vuoi scoprire tutto questo dal vivo, vieni a trovarci in cantina a Gambellara: ti racconteremo passo per passo la nascita del nostro vino… naturalmente, con un buon calice in mano.

