La pergola vicentina: tradizione, funzionalità e coerenza agricola
Tra i numerosi sistemi di allevamento della vite adottati nel panorama vitivinicolo italiano, la pergola vicentina rappresenta una forma tradizionale che continua a trovare applicazione concreta, soprattutto in territori dove la varietà coltivata, il clima e il contesto produttivo ne valorizzano i vantaggi.
È il caso del nostro lavoro quotidiano a Gambellara, dove coltiviamo esclusivamente garganega e pratichiamo un’agricoltura biodinamica fondata su lavorazioni manuali, equilibrio con l’ecosistema e rispetto dei tempi della natura.
Cos’è la pergola vicentina?
La pergola vicentina è un sistema di allevamento a tetto orizzontale, in cui i tralci della vite si sviluppano su fili tesi sopra la testa dell’operatore, spesso raggiungendo altezze fino a 2 metri.
È un metodo storicamente diffuso in Veneto, in particolare nelle aree collinari e pedecollinari, e si presta bene a vitigni come la garganega, che producono grappoli spargoli e resistenti, ideali per un’esposizione protetta e ben arieggiata.
I vantaggi della pergola vicentina
Nel nostro contesto agricolo, la pergola si rivela un sistema particolarmente efficace.
Questi sono i principali vantaggi che sperimentiamo ogni giorno:
- Adattabilità alle lavorazioni: possiamo lavorare agevolmente anche con tralci alti, senza che l’altezza della pergola costituisca un ostacolo operativo, sia in modo manuale che meccanico (per le poche volte in cui è necessario passare con i trattori).
- Protezione naturale: i grappoli restano in ombra nelle ore più calde, riducendo il rischio di scottature e stress idrico durante l’estate.
- Maggiore sanità dell’uva: la disposizione orizzontale e l’elevazione da terra favoriscono l’aerazione del grappolo, diminuendo l’insorgenza di malattie fungine.
- Compatibilità con gli animali: nei nostri vigneti, le pecore di razza Brogna pascolano liberamente per contribuire al naturale equilibrio dell’ecosistema. La pergola mantiene i grappoli a distanza di sicurezza, evitando quindi che vengano danneggiati.
- Longevità delle viti: abbiamo piante che superano i 90 anni di età, e la pergola è il sistema che meglio ne accompagna la struttura e l’equilibrio naturale nel tempo.

Le criticità da considerare
Come ogni scelta agronomica, anche la pergola vicentina presenta degli svantaggi, che vanno valutati in base agli obiettivi produttivi e al tipo di gestione aziendale:
- Maggiore impegno fisico: la potatura e la raccolta richiedono più tempo e una certa agilità, soprattutto in termini di statura.
- Minore densità produttiva: rispetto ad altri sistemi più intensivi, la pergola tende a dare rese inferiori, un aspetto che però, nel nostro caso, si traduce in maggiore attenzione alla qualità.
- Non adatta alla meccanizzazione: è un sistema che mal si adatta all’uso di macchinari agricoli, e dunque poco indicato per realtà che puntano sulla produttività industriale (ma non nel nostro caso).
Pergola o spalliera? Una questione di coerenza
Molti dei nostri “vicini di vigneto” scelgono il sistema a spalliera, oggi molto diffuso perché perfettamente compatibile con l’agricoltura meccanizzata. Per noi, però, rappresenterebbe una scelta incoerente: non meccanizziamo i lavori, non utilizziamo vendemmiatrici o cimatrici, e privilegiamo il contatto diretto con la pianta.
La pergola vicentina, in questo senso, è la naturale prosecuzione del nostro modo di intendere la viticoltura.
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